<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>amore Archivi - Dott. Edoardo Guerrieri</title>
	<atom:link href="https://edoardoguerrieri.it/tag/amore/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://edoardoguerrieri.it/tag/amore/</link>
	<description>Psicologo Psicoterapeuta Empoli e Lucca</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Sep 2026 07:19:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.2</generator>

<image>
	<url>https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2024/10/cropped-edoardo-guerrieri-home-colori-32x32.png</url>
	<title>amore Archivi - Dott. Edoardo Guerrieri</title>
	<link>https://edoardoguerrieri.it/tag/amore/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">217463157</site>	<item>
		<title>Attaccamento e amore: perché tendiamo a ripetere gli stessi schemi nelle relazioni</title>
		<link>https://edoardoguerrieri.it/attaccamento-e-amore-perche-tendiamo-a-ripetere-gli-stessi-schemi-nelle-relazioni/</link>
					<comments>https://edoardoguerrieri.it/attaccamento-e-amore-perche-tendiamo-a-ripetere-gli-stessi-schemi-nelle-relazioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 09:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://edoardoguerrieri.it/?p=906</guid>

					<description><![CDATA[<p>Perché alcune persone riescono a vivere l’amore con fiducia e serenità, mentre altre hanno continuamente paura di essere abbandonate? Perché c’è chi, quando sente l’altro allontanarsi, cerca ancora più intensamente la sua vicinanza e chi, al contrario, tende a prendere le distanze proprio quando una relazione diventa importante? E perché, nonostante le esperienze e le delusioni, può capitare di ritrovarsi più volte all’interno di relazioni sorprendentemente simili?&#8230;</p>
<p><a class="websoup-read-more-link" href="https://edoardoguerrieri.it/attaccamento-e-amore-perche-tendiamo-a-ripetere-gli-stessi-schemi-nelle-relazioni/">Leggi tutto &#62;</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://edoardoguerrieri.it/attaccamento-e-amore-perche-tendiamo-a-ripetere-gli-stessi-schemi-nelle-relazioni/">Attaccamento e amore: perché tendiamo a ripetere gli stessi schemi nelle relazioni</a> proviene da <a href="https://edoardoguerrieri.it">Dott. Edoardo Guerrieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Perché alcune persone riescono a vivere l’amore con fiducia e serenità, mentre altre hanno continuamente paura di essere abbandonate? Perché c’è chi, quando sente l’altro allontanarsi, cerca ancora più intensamente la sua vicinanza e chi, al contrario, tende a prendere le distanze proprio quando una relazione diventa importante? E perché, nonostante le esperienze e le delusioni, può capitare di ritrovarsi più volte all’interno di relazioni sorprendentemente simili?</p>



<span id="more-906"></span>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1110" height="740" src="https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2026/08/attaccamento-e-amore-1110x740.png" alt="" class="wp-image-907" style="aspect-ratio:1.7854077253218885;width:371px;height:auto" srcset="https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2026/08/attaccamento-e-amore-1110x740.png 1110w, https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2026/08/attaccamento-e-amore-730x487.png 730w, https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2026/08/attaccamento-e-amore-768x512.png 768w, https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2026/08/attaccamento-e-amore.png 1536w" sizes="(max-width: 1110px) 100vw, 1110px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quando due persone si dicono «<em>ti amo</em>» tendiamo a pensare che stiano parlando della stessa esperienza. Ma non è necessariamente così: <strong>non tutti amano allo stesso modo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria dell’attaccamento, sviluppata dallo psichiatra e psicoanalista inglese <strong>John Bowlby</strong>, offre una delle prospettive più interessanti per comprendere il modo in cui costruiamo i nostri legami affettivi. Secondo questa prospettiva, il nostro modo di stare nelle relazioni non nasce semplicemente da una scelta razionale, né soltanto dal carattere: affonda le proprie radici nella storia delle nostre prime esperienze relazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo, tuttavia, <strong>non significa che il nostro destino sentimentale venga scritto una volta per tutte</strong> durante l’infanzia. Le prime relazioni costituiscono un punto di partenza, non necessariamente un punto di arrivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il bisogno di legame: perché abbiamo bisogno degli altri</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria dell’attaccamento nasce dall’incontro tra psicologia, psicoanalisi, etologia e prospettiva evoluzionistica. Gli studi pionieristici sul comportamento animale di <strong>Konrad Lorenz</strong> e gli esperimenti di <strong>Harry Harlow</strong> sui primati contribuirono a mettere in discussione l’idea secondo cui il legame del piccolo con chi si prende cura di lui dipenda semplicemente dalla soddisfazione di bisogni primari come il nutrimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicinanza ha un valore in sé. Il piccolo cerca protezione, contatto, conforto e sicurezza. Da un punto di vista evoluzionistico, la tendenza a costruire un legame privilegiato con una figura capace di offrire protezione aumenta le possibilità di sopravvivenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bowlby trasformò queste osservazioni in una teoria dello sviluppo umano: veniamo al mondo predisposti a costruire legami. La relazione con chi si prende cura di noi diventa così il primo grande laboratorio nel quale impariamo qualcosa sugli altri, ma anche qualcosa su noi stessi. Impariamo, per esempio, se nei momenti di paura qualcuno arriverà; se possiamo chiedere conforto senza rischiare un rifiuto; se la vicinanza dell’altro è <strong>affidabile oppure imprevedibile</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, contemporaneamente, iniziamo implicitamente a rispondere a un’altra domanda:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Sono una persona degna di essere amata, protetta e accolta?»</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Le mappe invisibili con cui entriamo nelle relazioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso migliaia di piccoli scambi quotidiani, il bambino costruisce progressivamente ciò che Bowlby definì <strong>modelli operativi interni</strong>. Possiamo immaginarli come vere e proprie <strong>mappe emotive e relazionali</strong>. Una mappa riguarda l’altro: <em>quando avrò bisogno di te, ci sarai?</em> L’altra riguarda noi stessi: <em>posso fidarmi? Posso mostrare la mia vulnerabilità? I miei bisogni verranno accolti? Quanto valgo agli occhi dell’altro?</em> Queste rappresentazioni non rimangono confinate all’infanzia. Tendono a diventare una sorta di grammatica implicita attraverso cui interpretiamo anche le relazioni successive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando, da adulti, incontriamo qualcuno che diventa emotivamente importante, quella grammatica può tornare a parlare. Non significa che cerchiamo consapevolmente una persona uguale a nostra madre o a nostro padre. Il processo è molto più sottile. Entriamo nelle relazioni portando con noi aspettative su ciò che probabilmente accadrà quando avremo bisogno dell’altro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché tendiamo a ripetere gli stessi schemi?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I modelli operativi interni sono dinamici e possono modificarsi. Eppure tendono anche a mantenere una certa continuità nel tempo. Per quale motivo? Perché non ci limitiamo a vivere le esperienze: <strong>le interpretiamo</strong>. Percezione, attenzione e memoria non funzionano come una telecamera neutrale. Tendiamo a prestare maggiore attenzione alle informazioni coerenti con ciò che già crediamo di noi stessi e degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi teme profondamente di essere abbandonato</strong>, per esempio, potrebbe cogliere immediatamente un piccolo segnale di distanza del partner, attribuendogli un significato molto intenso, mentre potrebbe dare meno peso ai numerosi segnali di presenza e affidabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi ha imparato che affidarsi agli altri è pericoloso</strong> potrebbe invece minimizzare il proprio bisogno di vicinanza e interpretare come eccessive le richieste affettive dell’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si crea così un circuito particolare: <strong>le aspettative influenzano il modo in cui interpretiamo la relazione e il nostro comportamento può contribuire, a sua volta, a produrre proprio quelle risposte che temevamo</strong>. Una sorta di profezia relazionale che tende ad autoalimentarsi. Il passato, quindi, non viene semplicemente ricordato. In qualche misura può essere continuamente ricostruito nel presente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quando il partner diventa una figura di attaccamento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche di <strong>Cindy Hazan e Phillip Shaver</strong> hanno contribuito a estendere la teoria dell’attaccamento alle relazioni sentimentali adulte, mostrando come l’amore romantico possa essere compreso anche come un processo di attaccamento. Quando una relazione diventa significativa, infatti, il partner può progressivamente assumere alcune delle funzioni caratteristiche di una figura di attaccamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Possiamo riconoscerne quattro:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La ricerca della vicinanza.</strong><br>Desideriamo stare vicino alla persona amata, cercarne il contatto e condividere con lei esperienze significative.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il rifugio sicuro.</strong><br>Nei momenti di paura, stress o difficoltà, la presenza del partner può tranquillizzarci. Non cerchiamo soltanto una soluzione al problema: cerchiamo <em>quella</em> persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La protesta o sofferenza per la separazione.</strong><br>Quando il legame è diventato importante, la lontananza o la possibile perdita dell’altro possono provocare tristezza, inquietudine e ansia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La base sicura.</strong><br>È forse l’aspetto più affascinante. Quando sappiamo che la persona importante è presente e disponibile, possiamo sentirci più liberi di esplorare il mondo, affrontare esperienze nuove, investire nel lavoro, nelle amicizie e nei nostri interessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza del legame non ci rende necessariamente più dipendenti: può renderci <strong>più liberi</strong>. Ed è uno dei paradossi più belli dell’attaccamento: poter contare su qualcuno può permetterci di allontanarci senza sentirci perduti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Innamorarsi e costruire un legame non sono esattamente la stessa cosa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle prime fasi di una relazione prevalgono spesso il desiderio di vicinanza, l’attrazione, la ricerca dell’altro e una forte intensità emotiva. È il territorio dell’innamoramento. Ma perché una relazione diventi un legame stabile occorre qualcosa di più. Con il tempo acquistano importanza l’affidabilità, il sostegno reciproco, la possibilità di mostrare la propria vulnerabilità, la capacità di affrontare le separazioni e soprattutto l’esperienza ripetuta che l’altro possa esserci quando ne abbiamo bisogno. L’amore, da questo punto di vista, non coincide soltanto con ciò che proviamo. È anche ciò che progressivamente <strong>costruiamo nella relazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che la teoria dell’attaccamento ci conduce a un’altra considerazione importante: se tutti condividiamo il bisogno di costruire legami significativi, non tutti impariamo a viverli nello stesso modo. C’è chi riesce ad affidarsi mantenendo la propria autonomia, chi teme continuamente di perdere l’altro e chi, al contrario, tende a proteggersi mantenendo una certa distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nostre prime esperienze contribuiscono a costruire queste differenti modalità di vivere la vicinanza, la separazione e l’intimità. Non rappresentano però un destino immutabile: nel corso della vita, nuove esperienze affettive possono modificare anche profondamente il nostro modo di stare in relazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È da queste differenze che nasce il tema degli <strong>stili di attaccamento nelle relazioni di coppia</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://edoardoguerrieri.it/attaccamento-e-amore-perche-tendiamo-a-ripetere-gli-stessi-schemi-nelle-relazioni/">Attaccamento e amore: perché tendiamo a ripetere gli stessi schemi nelle relazioni</a> proviene da <a href="https://edoardoguerrieri.it">Dott. Edoardo Guerrieri</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://edoardoguerrieri.it/attaccamento-e-amore-perche-tendiamo-a-ripetere-gli-stessi-schemi-nelle-relazioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">906</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Non tutti amano allo stesso modo: gli stili di attaccamento nelle relazioni di coppia</title>
		<link>https://edoardoguerrieri.it/non-tutti-amano-allo-stesso-modo-gli-stili-di-attaccamento-nelle-relazioni-di-coppia/</link>
					<comments>https://edoardoguerrieri.it/non-tutti-amano-allo-stesso-modo-gli-stili-di-attaccamento-nelle-relazioni-di-coppia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 09:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://edoardoguerrieri.it/?p=911</guid>

					<description><![CDATA[<p>Due persone possono amarsi profondamente e, tuttavia, vivere la relazione in modi molto diversi. C’è chi riesce ad affidarsi all’altro senza temere continuamente di perderlo, chi ha bisogno di frequenti rassicurazioni e chi, al contrario, tende a proteggere la propria autonomia mantenendo una certa distanza emotiva.&#8230;</p>
<p><a class="websoup-read-more-link" href="https://edoardoguerrieri.it/non-tutti-amano-allo-stesso-modo-gli-stili-di-attaccamento-nelle-relazioni-di-coppia/">Leggi tutto &#62;</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://edoardoguerrieri.it/non-tutti-amano-allo-stesso-modo-gli-stili-di-attaccamento-nelle-relazioni-di-coppia/">Non tutti amano allo stesso modo: gli stili di attaccamento nelle relazioni di coppia</a> proviene da <a href="https://edoardoguerrieri.it">Dott. Edoardo Guerrieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Due persone possono amarsi profondamente e, tuttavia, vivere la relazione in modi molto diversi. C’è chi riesce ad affidarsi all’altro senza temere continuamente di perderlo, chi ha bisogno di frequenti rassicurazioni e chi, al contrario, tende a proteggere la propria autonomia mantenendo una certa distanza emotiva.</p>



<span id="more-911"></span>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" width="1110" height="740" src="https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2026/08/NON-TUTTI-AMANO-ALLO-STESSO-MODO-1110x740.jpg" alt="" class="wp-image-912" style="aspect-ratio:1.7854077253218885;width:371px;height:auto" srcset="https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2026/08/NON-TUTTI-AMANO-ALLO-STESSO-MODO-1110x740.jpg 1110w, https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2026/08/NON-TUTTI-AMANO-ALLO-STESSO-MODO-730x487.jpg 730w, https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2026/08/NON-TUTTI-AMANO-ALLO-STESSO-MODO-768x512.jpg 768w, https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2026/08/NON-TUTTI-AMANO-ALLO-STESSO-MODO-1536x1024.jpg 1536w, https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2026/08/NON-TUTTI-AMANO-ALLO-STESSO-MODO.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1110px) 100vw, 1110px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quando entriamo in una relazione, infatti, non portiamo con noi soltanto sentimenti e desideri, ma anche aspettative, paure e modalità apprese di vivere la vicinanza e la separazione. La <strong>teoria dell’attaccamento</strong> ci aiuta a comprendere alcune di queste differenze e, soprattutto, perché davanti allo stesso comportamento del partner persone diverse possano reagire in maniera profondamente differente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli stili di attaccamento nelle relazioni di coppia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche sull’attaccamento hanno individuato differenti modalità attraverso cui le persone tendono a vivere la vicinanza, l’autonomia, la fiducia e la paura della perdita. È importante non trasformarle in etichette diagnostiche. Nessuna persona coincide completamente con una categoria e il modo di stare in relazione può variare anche in funzione delle esperienze e del partner. Possiamo però riconoscere alcune grandi tendenze:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Attaccamento sicuro: «posso amarti senza perdermi»</strong><br>Chi presenta prevalentemente un attaccamento sicuro tende a vivere l’intimità senza percepirla come una minaccia. Può chiedere aiuto quando ne ha bisogno e, nello stesso tempo, tollerare l’autonomia dell’altro. Amore, amicizia, fiducia, comprensione, sostegno e capacità di perdonare possono convivere all’interno dello stesso rapporto. La relazione non richiede una continua verifica dell’amore dell’altro. Si può essere vicini senza fondersi e separati senza sentirsi abbandonati. La sicurezza non significa assenza di gelosia, conflitto o paura. Significa piuttosto possedere sufficienti risorse interiori e relazionali per attraversarli senza mettere continuamente in discussione l’esistenza stessa del legame.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Attaccamento ansioso: «mi ami davvero?»</strong><br>Per chi presenta una modalità prevalentemente ansiosa o ambivalente, l’amore può assumere un’intensità straordinaria. Il bisogno dell’altro si accompagna alla paura di perderlo. Possono comparire una forte idealizzazione del partner, bisogno di rassicurazioni, gelosia, ipercoinvolgimento e particolare sensibilità ai segnali di distanza. La persona amata può diventare il centro attorno al quale sembra ruotare gran parte della propria sicurezza emotiva. Una risposta più fredda, un messaggio che tarda ad arrivare o un cambiamento apparentemente insignificante possono acquistare un peso enorme. È una forma d’amore nella quale il desiderio di vicinanza rischia talvolta di trasformarsi nella necessità di ricevere continuamente la conferma che il legame esiste ancora.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Attaccamento evitante: «posso amare senza avere bisogno di te»</strong><br>Al polo opposto troviamo chi tende a proteggersi dalla vulnerabilità mantenendo una maggiore distanza emotiva. L’intimità può essere desiderata e contemporaneamente vissuta come pericolosa. Queste persone possono valorizzare fortemente l’indipendenza, faticare a mostrare i propri bisogni affettivi o sentirsi a disagio di fronte alle richieste di vicinanza del partner. Non significa necessariamente che provino meno emozioni. Talvolta significa aver imparato a <strong>non affidarsi troppo alle emozioni e agli altri</strong>. La relazione può allora essere maggiormente costruita sulla condivisione, sull’amicizia, sulla razionalità o sulla reciproca autonomia, mentre gli aspetti più vulnerabili del legame rimangono protetti e meno accessibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Attaccamento disorganizzato: quando vicinanza e paura convivono</strong><br>Esistono infine configurazioni più complesse nelle quali il bisogno di vicinanza può convivere con una profonda paura della relazione. L’altro viene cercato e, nello stesso tempo, temuto. Avvicinarsi può produrre sicurezza, ma anche allarme; allontanarsi può proteggere, ma contemporaneamente riattivare il bisogno dell’altro. Nelle relazioni adulte questo può tradursi in oscillazioni difficili da comprendere: desiderare intensamente l’intimità e poi respingerla quando diventa possibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Due persone possono dire «ti amo» e vivere due esperienze completamente diverse</h3>



<p class="wp-block-paragraph">È forse questo uno degli aspetti più importanti della teoria dell’attaccamento applicata alla coppia. Tendiamo spontaneamente a utilizzare noi stessi come misura dell’esperienza dell’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Se mi ama, dovrebbe desiderare ciò che desidero io.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Se mi ama, dovrebbe cercarmi quando io vorrei essere cercato.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Se ha bisogno di stare solo, allora significa che non tiene abbastanza a me.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oppure:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Se mi ama, dovrebbe capire che ho bisogno dei miei spazi.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che due persone possono amarsi e, nello stesso tempo, possedere mappe relazionali profondamente differenti. Ciò che per uno significa vicinanza, per l’altro può essere vissuto come invasione. Ciò che per uno significa libertà, per l’altro può essere percepito come abbandono. Ed è proprio qui che molti conflitti di coppia diventano comprensibili sotto una luce diversa. Non si litiga soltanto per un messaggio non inviato, per una serata trascorsa separatamente o per una richiesta di maggiore attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro quei comportamenti possono esserci domande molto più profonde:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Posso fidarmi di te?»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Rimarrai con me?»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Posso essere vicino a te senza perdere me stesso?»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Se ti mostro ciò di cui ho bisogno, continuerai ad amarmi?»</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Le nostre prime relazioni ci influenzano, ma non ci condannano</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Parlare di attaccamento comporta un rischio: trasformare la storia infantile in una spiegazione deterministica della vita adulta. Ma lo sviluppo umano non funziona così. I modelli costruiti nelle prime relazioni possiedono una certa stabilità proprio perché tendono a organizzare le esperienze successive, ma <strong>stabilità non significa immutabilità</strong>. L’essere umano continua a svilupparsi nell’incontro tra la propria storia e l’ambiente relazionale. Un’amicizia profonda, una relazione sentimentale sufficientemente sicura, esperienze significative della vita e un percorso psicoterapeutico possono introdurre qualcosa che la vecchia mappa non prevedeva. L’altro può rispondere diversamente da come ci aspettavamo. Possiamo scoprire che mostrare un bisogno non conduce necessariamente al rifiuto. Che una separazione non equivale sempre a un abbandono. Che possiamo essere amati senza dover continuamente conquistare l’amore. O che è possibile affidarsi a qualcuno senza perdere la propria autonomia. Quando esperienze nuove vengono vissute con sufficiente intensità e continuità, le nostre mappe possono progressivamente modificarsi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla ripetizione alla possibilità di scegliere</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Comprendere il proprio stile di attaccamento non significa quindi trovare un’altra etichetta con cui definirsi. Significa iniziare a osservare <strong>come costruiamo le nostre relazioni</strong>. Cosa accade dentro di noi quando percepiamo l’altro distante? Come chiediamo vicinanza? Cosa facciamo quando qualcuno ha bisogno di noi? Quanto riusciamo ad affidarci? Quanto tolleriamo la separazione? E soprattutto: quanto di ciò che accade nella relazione appartiene veramente al presente e quanto, invece, viene interpretato attraverso mappe costruite molto tempo prima?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La consapevolezza, da sola, non sempre basta a cambiare questi schemi, perché essi non sono costituiti soltanto da pensieri: sono intrecciati con emozioni, aspettative e modalità relazionali apprese nel corso della nostra storia. Per questo il cambiamento diventa particolarmente significativo quando, oltre a comprendere qualcosa di noi stessi, possiamo<strong> fare un’esperienza diversa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la psicoterapia può diventare uno spazio nel quale osservare i propri modi abituali di entrare in relazione e sperimentare nuove possibilità: una relazione nella quale avvicinarsi senza essere invasi, affidarsi senza perdere autonomia, esprimere un bisogno senza doverne provare vergogna. Il passato continua certamente a vivere dentro di noi. Ma non è obbligato a ripetersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nostre prime relazioni contribuiscono a tracciare la mappa con cui iniziamo il viaggio. Crescere significa anche scoprire che <strong>una mappa non è il territorio e, soprattutto, può essere ridisegnata</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cinque domande per riflettere sul proprio modo di amare</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li>Quando una persona importante per me si allontana, cosa accade dentro di me?</li>



<li>Riesco a chiedere conforto oppure tendo a nascondere i miei bisogni?</li>



<li>Nelle relazioni ho più paura di essere abbandonato o di perdere la mia libertà?</li>



<li>Mi è capitato di ritrovarmi più volte all’interno di dinamiche affettive simili?</li>



<li>Riesco a vivere il partner come una base sicura: qualcuno a cui posso essere profondamente legato e dal quale, proprio per questo, posso anche allontanarmi per esplorare liberamente la mia vita?</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Forse comprendere il nostro modo di amare non serve a stabilire una volta per tutte <em>chi siamo</em>. Serve a riconoscere <strong>da dove partiamo</strong>, per poter scegliere con maggiore libertà dove vogliamo andare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://edoardoguerrieri.it/non-tutti-amano-allo-stesso-modo-gli-stili-di-attaccamento-nelle-relazioni-di-coppia/">Non tutti amano allo stesso modo: gli stili di attaccamento nelle relazioni di coppia</a> proviene da <a href="https://edoardoguerrieri.it">Dott. Edoardo Guerrieri</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://edoardoguerrieri.it/non-tutti-amano-allo-stesso-modo-gli-stili-di-attaccamento-nelle-relazioni-di-coppia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">911</post-id>	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;amore non basta</title>
		<link>https://edoardoguerrieri.it/l-amore-non-basta/</link>
					<comments>https://edoardoguerrieri.it/l-amore-non-basta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2017 15:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://edoardoguerrieri.it/l-amore-non-basta/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il modo in cui pensiamo determina il nostro comportamento, e anche i suoi risultati. Sì, la qualità del pensiero è decisiva anche nel nostro successo relazionale e nella capacità di riuscire ad apprezzare la vita. Se siamo affollati da ragionamenti illogici e significati simbolici distorti corriamo dritti dritti verso interpretazioni sbagliate, diventando, come sostiene Aron T. Beck nel libro che dà il titolo a questo contributo, sordi e ciechi al punto che l'amore può non essere sufficiente a far andar bene le cose. Infatti, è proprio nelle relazioni più intime, quando il nostro coinvolgimento emotivo è più grande che è più facile sbagliare ad interpretare le parole ed i gesti dell'altro, e con errate congetture siamo soltanto la causa di dolore e sofferenza.&#8230;</p>
<p><a class="websoup-read-more-link" href="https://edoardoguerrieri.it/l-amore-non-basta/">Leggi tutto &#62;</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://edoardoguerrieri.it/l-amore-non-basta/">L&#8217;amore non basta</a> proviene da <a href="https://edoardoguerrieri.it">Dott. Edoardo Guerrieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il modo in cui pensiamo determina il nostro comportamento, e anche i suoi risultati. Sì, la qualità del pensiero è decisiva anche nel nostro successo relazionale e nella capacità di riuscire ad apprezzare la vita. Se siamo affollati da ragionamenti illogici e significati simbolici distorti corriamo dritti dritti verso interpretazioni sbagliate, diventando, come sostiene Aron T. Beck nel libro che dà il titolo a questo contributo, sordi e ciechi al punto che l&#8217;amore può non essere sufficiente a far andar bene le cose. Infatti, è proprio nelle relazioni più intime, quando il nostro coinvolgimento emotivo è più grande che è più facile sbagliare ad interpretare le parole ed i gesti dell&#8217;altro, e con errate congetture siamo soltanto la causa di dolore e sofferenza.</p>



<span id="more-185"></span>



<p class="wp-block-paragraph">Amare ed essere amati arricchisce il nostro animo, ci fa godere dell&#8217;intimità, dell&#8217;amicizia, dell&#8217;accettazione, del sostegno, della gratificazione sessuale, della possibilità di costruire una famiglia e di avere dei figli. Tutto questo può non bastare ed anche dopo molti anni di unione i fraintendimenti ed i conflitti possono alimentare la rabbia al punto da trasformare l&#8217;amato o l&#8217;amata in un vero e proprio avversario. Spesso, quando nasce un conflitto la coppia tende ad incolparsi reciprocamente dimenticando quanto di positivo ciascuno dona all&#8217;altro, e non rendendosi conto che un contrasto è un problema che può essere risolto. Nella mia pratica clinica con le coppie in crisi cerco anzitutto di esplorare insieme ai coniugi le interpretazioni errate della comunicazione, le aspettative non realistiche e le conclusioni illogiche promuovendo la condivisione delle scelte e dei progetti, e potenziando il piacere di stare insieme.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="600" height="400" src="https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2017/09/non-sei-solo-interna.jpg" alt="non sei solo interna" class="wp-image-184"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per superare le difficoltà ogni partner deve assumersi la piena responsabilità di ciò che accade nel rapporto, adottare una posizione di umiltà quanto all&#8217;esattezza della lettura del pensiero altrui e alle conseguenti conclusioni. Non possiamo conoscere in maniera esatta quello che è lo stato d&#8217;animo della nostra compagna o del nostro compagno, dobbiamo verificare le nostre supposizioni parlandone. <em>Quando siamo in preda ad uno stato emotivo, l&#8217;indeterminatezza di ciò che osserviamo ci può condurre in errore. Se siamo sconvolti o eccitati, è probabile che le nostre interpretazioni dei pensieri e dei sentimenti altrui, della “realtà invisibile”, si basino più sui nostri stati interiori che su una valutazione ragionata dell&#8217;altra persona</em> <span style="font-size: 10px;"><em>(A.T. Beck, L&#8217;amore non basta, p.22)</em></span>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; necessario lasciare da parte la paura del rifiuto ed il timore che tutto sia inutile. Domandiamo al partner se le cose stanno proprio così come le abbiamo capite, concediamo il beneficio del dubbio facendo attenzione ai nostri pregiudizi. Ecco, è qua che l&#8217;amore può essere determinante. E&#8217; qua che l&#8217;amore ci viene in aiuto debellando l&#8217;orgoglio e l&#8217;egoismo. Andiamo fino in fondo, doniamo e pretendiamo onestà ed arriveremo a guardare negli occhi la reale condizione di quella relazione, la qualità di quell&#8217;amore, il futuro di quella storia che può rifiorire, oppure finire, ma nella leale chiarezza di due esseri umani che non si nascondono dietro scuse e vittimismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Sarebbe meno faticoso se mi voltassi dall&#8217;altra parte e di me ti lasciassi guardare soltanto la mia schiena, se creassi una folle distanza in questo letto a due piazze, ma no, non voglio farlo. Resto a parlarti, a chiederti, a cercare la ragione delle tue espressioni e delle tue parole. Non mi arrendo, sono pronto a tutte le tue verità.” </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://edoardoguerrieri.it/l-amore-non-basta/">L&#8217;amore non basta</a> proviene da <a href="https://edoardoguerrieri.it">Dott. Edoardo Guerrieri</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://edoardoguerrieri.it/l-amore-non-basta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">185</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Esiste un destino già scritto per la qualità delle nostre relazioni?</title>
		<link>https://edoardoguerrieri.it/esiste-un-destino-gia-scritto-per-la-qualita-delle-nostre-relazioni/</link>
					<comments>https://edoardoguerrieri.it/esiste-un-destino-gia-scritto-per-la-qualita-delle-nostre-relazioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2017 06:55:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://edoardoguerrieri.it/esiste-un-destino-gia-scritto-per-la-qualita-delle-nostre-relazioni/</guid>

					<description><![CDATA[<p>C'è una parte silente in ognuno di noi che ci osserva, desidera, gioisce, soffre e che come un fiume sotto le strade di una città scorre muto imprimendo nella terra il solco della sua essenza. Mentre noi, sopra di esso, camminiamo inconsapevolmente e ci lasciamo trasportare dalla forza di quelle acque che ci spingono ad agire o a desistere, a cercare amore oppure a fuggirne, a cogliere la nostra bellezza o a cadere nella paura di una tragica insoddisfazione. Amarezza ed euforia, depressione e vitalità. Il rumore stridente della società non ci consente di ascoltare il fiume che scorre dentro di noi, e la voracità di un futuro tanto esigente ci consuma, allontanandoci dal contatto con il nostro mondo interiore e privandoci, così, di un prezioso strumento con cui poter vivere al meglio la vita.&#8230;</p>
<p><a class="websoup-read-more-link" href="https://edoardoguerrieri.it/esiste-un-destino-gia-scritto-per-la-qualita-delle-nostre-relazioni/">Leggi tutto &#62;</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://edoardoguerrieri.it/esiste-un-destino-gia-scritto-per-la-qualita-delle-nostre-relazioni/">Esiste un destino già scritto per la qualità delle nostre relazioni?</a> proviene da <a href="https://edoardoguerrieri.it">Dott. Edoardo Guerrieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">C’è una parte silenziosa dentro ognuno di noi che osserva, desidera, gioisce e soffre. È una parte che raramente si impone alla nostra attenzione e che, come un fiume sotterraneo, continua a scorrere sotto la superficie della vita quotidiana.<br><br>Mentre siamo impegnati a vivere, quel fiume continua a modellare il paesaggio interiore da cui nascono emozioni, aspettative e comportamenti. Talvolta ci avviciniamo alle relazioni con fiducia, altre volte con cautela o con paura. Spesso pensiamo che dipenda solo dalla persona che abbiamo di fronte, ma la realtà è più complessa.</p>



<span id="more-182"></span>



<h3 class="wp-block-heading">Ascoltare ciò che accade dentro di noi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La psicoterapia offre uno spazio in cui imparare ad ascoltare questo fiume interiore, dando un nome a quei processi che operano al di fuori della nostra consapevolezza e influenzano il modo in cui interpretiamo noi stessi, gli altri e il mondo.<br><br>La <strong>teoria dell’attaccamento di John Bowlby</strong> ci aiuta a comprendere alcuni di questi fenomeni.<br><br>Fin dai primi anni di vita costruiamo, attraverso le relazioni con le figure di riferimento, delle aspettative su noi stessi e sugli altri.<br><br>Si tratta dei cosiddetti modelli operativi interni: rappresentazioni mentali che ci permettono di prevedere se gli altri saranno disponibili, affidabili e capaci di rispondere ai nostri bisogni.<br></p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="400" src="https://edoardoguerrieri.it/wp-content/uploads/2017/06/attaccamento-img.jpg" alt="attaccamento img" class="wp-image-181" style="aspect-ratio:1.5;width:600px;height:auto"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Perché alcuni schemi tendono a ripetersi<br></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questi modelli non determinano in modo assoluto il nostro destino, ma influenzano profondamente il modo in cui percepiamo le relazioni e possono portarci a ricreare, spesso senza accorgercene, situazioni simili a quelle già vissute.<br><br>Ciò che abbiamo imparato nelle nostre prime esperienze affettive può quindi continuare a influenzare il modo in cui interpretiamo la vicinanza, la distanza, la disponibilità o il comportamento dell’altro.<br><br>Ma<strong> non si tratta di un destino già scritto.</strong><br><br>Le esperienze significative, le relazioni affettive sicure e un percorso di psicoterapia possono favorire un cambiamento reale, soprattutto quando permettono di vivere esperienze emotive nuove che mettono in discussione convinzioni radicate.<br><br>Dalla ripetizione alla possibilità di scegliere: diventare consapevoli dei propri schemi non significa controllare tutto, ma acquisire maggiore libertà nel modo in cui scegliamo di stare con gli altri. Forse il nostro destino non è già scritto. Esistono però pagine che la nostra storia ha iniziato a comporre molto presto. <strong>Riconoscerle, comprenderle e, quando necessario, riscriverle è uno dei percorsi attraverso cui possiamo costruire relazioni più autentiche e appaganti.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://edoardoguerrieri.it/esiste-un-destino-gia-scritto-per-la-qualita-delle-nostre-relazioni/">Esiste un destino già scritto per la qualità delle nostre relazioni?</a> proviene da <a href="https://edoardoguerrieri.it">Dott. Edoardo Guerrieri</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://edoardoguerrieri.it/esiste-un-destino-gia-scritto-per-la-qualita-delle-nostre-relazioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">182</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
