C’è una parte silenziosa dentro ognuno di noi che osserva, desidera, gioisce e soffre. È una parte che raramente si impone alla nostra attenzione e che, come un fiume sotterraneo, continua a scorrere sotto la superficie della vita quotidiana.
Mentre siamo impegnati a vivere, quel fiume continua a modellare il paesaggio interiore da cui nascono emozioni, aspettative e comportamenti. Talvolta ci avviciniamo alle relazioni con fiducia, altre volte con cautela o con paura. Spesso pensiamo che dipenda solo dalla persona che abbiamo di fronte, ma la realtà è più complessa.
Ascoltare ciò che accade dentro di noi
La psicoterapia offre uno spazio in cui imparare ad ascoltare questo fiume interiore, dando un nome a quei processi che operano al di fuori della nostra consapevolezza e influenzano il modo in cui interpretiamo noi stessi, gli altri e il mondo.
La teoria dell’attaccamento di John Bowlby ci aiuta a comprendere alcuni di questi fenomeni.
Fin dai primi anni di vita costruiamo, attraverso le relazioni con le figure di riferimento, delle aspettative su noi stessi e sugli altri.
Si tratta dei cosiddetti modelli operativi interni: rappresentazioni mentali che ci permettono di prevedere se gli altri saranno disponibili, affidabili e capaci di rispondere ai nostri bisogni.

Perché alcuni schemi tendono a ripetersi
Questi modelli non determinano in modo assoluto il nostro destino, ma influenzano profondamente il modo in cui percepiamo le relazioni e possono portarci a ricreare, spesso senza accorgercene, situazioni simili a quelle già vissute.
Ciò che abbiamo imparato nelle nostre prime esperienze affettive può quindi continuare a influenzare il modo in cui interpretiamo la vicinanza, la distanza, la disponibilità o il comportamento dell’altro.
Ma non si tratta di un destino già scritto.
Le esperienze significative, le relazioni affettive sicure e un percorso di psicoterapia possono favorire un cambiamento reale, soprattutto quando permettono di vivere esperienze emotive nuove che mettono in discussione convinzioni radicate.
Dalla ripetizione alla possibilità di scegliere: diventare consapevoli dei propri schemi non significa controllare tutto, ma acquisire maggiore libertà nel modo in cui scegliamo di stare con gli altri. Forse il nostro destino non è già scritto. Esistono però pagine che la nostra storia ha iniziato a comporre molto presto. Riconoscerle, comprenderle e, quando necessario, riscriverle è uno dei percorsi attraverso cui possiamo costruire relazioni più autentiche e appaganti.


