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C'è una parte silente in ognuno di noi che ci osserva, desidera, gioisce, soffre e che come un fiume sotto le strade di una città scorre muto imprimendo nella terra il solco della sua essenza. Mentre noi, sopra di esso, camminiamo inconsapevolmente e ci lasciamo trasportare dalla forza di quelle acque che ci spingono ad agire o a desistere, a cercare amore oppure a fuggirne, a cogliere la nostra bellezza o a cadere nella paura di una tragica insoddisfazione. Amarezza ed euforia, depressione e vitalità. Il rumore stridente della società non ci consente di ascoltare il fiume che scorre dentro di noi, e la voracità di un futuro tanto esigente ci consuma, allontanandoci dal contatto con il nostro mondo interiore e privandoci, così, di un prezioso strumento con cui poter vivere al meglio la vita.

Un percorso di psicoterapia esplorativa aiuta ad ascoltare l'intimo scorrere del proprio fiume interiore, sino a raggiungere una più chiara comprensione di questa parte profonda del Sé che è legata a ciascuno di noi come un'ombra al suo corpo, inseparabile. A Freud il merito di aver scoperto quello che oggi comunemente viene chiamato inconscio. Che cos'è l'inconscio? Mistero o alchimia? Niente di tutto ciò, semplicemente, l'essere umano è sospinto da motivazioni implicite che lo guidano nelle scelte di tutti i giorni, conoscerle è un mezzo utile per non ripetere gli stessi errori e per non cadere in circoli viziosi di sofferenza e di insuccesso.

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Spesso ho ascoltato persone dire “capitano tutte a me!!”, “gli uomini o le donne sbagliati/e li/le incontro tutti/e io!?” oppure “tutti i miei amici si chiedono come mai una persona che ha qualità come me non abbia ancora un/a compagno/a”. Dentro alle parole di queste persone è possibile cogliere la percezione di qualcosa di disfunzionale e di ripetitivo, talmente influente e sfuggente, da far rimettere in atto modelli relazionali fallimentari già vissuti nel passato. Questa intuizione è qualcosa di più che una sfortunata casualità. La prospettiva evoluzionista vede alla base dei nostri comportamenti, delle nostre emozioni, e della tendenza a formare legami con certi individui piuttosto che con altri, il frutto di esperienze precoci di relazione.

Secondo la teoria dell'attaccamento di Jhon Bowlby le relazioni si sviluppano lungo un tragitto che è allo stesso tempo biologico e sociale; attraverso un itinerario che evolve per tappe imprescindibili e necessarie, ciascuna con un suo potenziale che contribuisce al buon adattamento dell'individuo al suo ambiente sociale e fisico. Il cucciolo di uomo interagisce con il suo ambiente, ed attraverso gli scambi affettivi e sociali inizia ad elaborare una serie di previsioni su come la figura di attaccamento (cioè la persona che si prende cura di lui) reagirà alle sue richieste di conforto e di cura. Le rappresentazioni mentali ci guidano lungo tutta la nostra esistenza ed implicitamente danno vita al nostro modo di amare, chiedere amore e stare in relazione. Si pensi che dalle ricerche sulla scelta dei partner emerge che il 75% della popolazione propende a rimettere in atto relazioni simili a quelle in cui era coinvolto con la propria figura d'attaccamento.

Gli individui ricercano attivamente a livello inconscio persone, situazioni e relazioni che corrispondano alle aspettative ed alle opinioni che hanno di se stessi e degli altri. Per esempio, nel caso di una persona che non si sente degna di essere amata esiste la probabilità concreta che essa selezioni come amanti proprio quei soggetti che le dimostreranno che non può ottenere tutto l'affetto e l'attenzione di cui ha bisogno (G. Attili, Attaccamento e amore, 2004). Al di fuori della nostra consapevolezza i modelli mentali influenzano la costruzione di nuove esperienze; e le nuove esperienze finiranno con molta probabilità per confermare quelle iniziali convinzioni.

Stiamo, pertanto, affermando che ciascuno di noi, nelle proprie relazioni, ha già scritto un destino ineluttabile dal quale è impossibile fuggire? In parte sì, perché, benché questi modelli mentali non siano immutabili e perciò suscettibili al cambiamento, spesso finiscono col diventare stabili perpetuandosi in vere e proprie profezie che si auto-avverano. Accade ciò, perché l'essere umano vede ed interpreta le informazioni attorno a lui in congruenza dell'opinione che ha di se stesso e delle aspettative che già possiede sulle risposte degli altri ai propri bisogni affettivi. La psicoterapia, le nuove esperienze e la sfida alle nostre implicite convinzioni ci aiutano a diventare coautori della nostra sorte offrendoci la possibilità di vivere relazioni affettive appaganti. Guarda in faccia quel che ti fa paura, esso proviene dal tuo inconscio ed è lì che devi andare se vuoi imparare ad amare consapevolmente.

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